Vino dalla Cina: la mia esperienza al Summa 2019

Avete mai assaggiato un vino cinese? Sembra quasi di usare un termine dispregiativo, facendo riferimento ad un prodotto di bassa qualità, ma non è affatto così. Al Summa 2019, infatti, ho avuto modo di degustare per la prima volta un vino prodotto in Cina al 100%. L’azienda è Chateau Changyu Moser XV ed oggi voglio raccontarvi la degustazione e l’esperienza vissuta con questi vini.

Château Changyu è il principale produttore di vino in cina e non si sono fatti mancare enormi investimenti negli anni. Giusto per citarne uno, l’azienda ha fatto costruire un’enorme e mastodontica tenuta di ben 413 ettari in Ningxia, il cui castello è costruito in stile Bordelais, completo di fossato e fontane. Lo stile architettonico di ispirazione occidentale è un cenno alla competenza, alle tradizioni e alla cultura della vinificazione occidentale.
Le varietà di vitigni principali dell’azienda includono Cabernet Sauvignon, Merlot e Syrah. Le viti hanno in media 15 anni e la tenuta ha attualmente 60 ettari coltivati a Cabernet Sauvignon con altri 200 ettari di viti nella zona che circonda la tenuta. Ogni fase della produzione vinicola si svolge nel castello e nella tenuta: viticoltura, spremitura, fermentazione, maturazione in cantina e imbottigliamento. Ecco il motivo per cui possiamo affermare i vini prodotti da Chateau Changyu Moser sono effettivamente al 100% provenienti dalla Cina.

Il castello Chateau Changyu Moser

Parte della tenuta Chateau Changyu Moser

Dall’apertura della cantina nel 2013, Chateau Changyu Moser ha costruito una rete europea di importatori. La principale spinta verso l’Europa è stata il Regno Unito, dove i primi vini furono messi in vendita ad un prezzo compreso tra 19 e 65 pound: Château Changyu Moser XV (39 pound) e gli ice wine Gold, Blue e Black Label (dalla regione del Liaoning, rispettivamente a 19, 35 e 65 pound). Al momento Château Changyu Moser è il principale importatore di vino cinese in Europa.

La degustazione

È arrivato adesso il momento di parlare della vera e propria degustazione. Non si trattava di una degustazione guidata (peccato, sarei davvero stato curioso di vedere il loro approccio al vino), ma bensì semplicemente di una delle tante aziende presenti al Summa 2019, di cui vi ho parlato in un precedente articolo.
I vini che ho avuto modo di provare sono stati i seguenti:

  • Moser Family (2015), prodotto con uve di Cabernet Sauvignon 100% da viti di età compresa tra i 12 e 18 anni, viene definito “Second Vin”, appena al di sotto del massimo livello di espressione dei vini dello Château. Si ritrovano gli elementi caratteristici del vitigno, come cioccolato, cuoio e foglie di tè, in modo molto inteso , ma questo già ci si può aspettare dal colore, impenetrabile e forte.
    Viene affinato in in barrique di secondo e terzo passaggio (non si direbbe, a causa della forza delle sensazioni) per 18 mesi. Gradazione alcolica di 14,5°.
  • Chateau Moser XV (2015), il “Grand Vin”, la punta più alta dell’azienda. Viene prodotto con uve di Cabernet Sauvignon 100% da viti di età compresa tra i 12 e 18 anni. Rispetto al “Second Vin”, questo subisce un affinamento in barrique di secondo passaggio per ben 24 mesi e la differenza è evidente. Il colore è profondo, impenetrabile. Il naso richiama un Cabernet Sauvignon “di scuola” con i delicati e ricchi sapori di frutta abbinati un’elegante vaniglia e spezie, merito di un affinamento così lungo. Gradazione alcolica di 15°.
  • Moser XV (2017), il primo Cabernet Sauvignon bianco prodotto in Cina. Sul sito ufficiale si legge che “il suo profilo di colore, consistenza e gusto è completamente nuovo al mondo”, ed è effettivamente così. Pesca, frutti esotici e una piccola nota di viola. Una grande acidità, forse leggermente troppo irruente. Prodotto anche in questo caso da uve di Cabernet Sauvignon 100% da viti di età compresa tra i 12 e 18 anni.

Vini Chateau Moser XV

Data una degustazione così ricca, posso dire di essere soddisfatto del vino cinese? Non saprei rispondere, sinceramente. Si tratta della prima volta in cui degusto un vino prodotto al 100% in Cina e non ho quindi termini di paragone. Sicuramente, come vi sarete accorti, in ogni vino degustato ho richiamato la “forza” e l’intensità del prodotto, indice di quello che è il gusto interazionale del vino: lunghi passaggi nel legno, spesso anche di primo passaggio (anche se non è questo il caso), che donano al vino un’estrema rotondità, ma che al contempo rischiano di rendere anonimi i prodotti.

Bio Autore

Luca Mercatanti

Mi occupo di Web&Digital dal 2007, ma a partire dal 2016 mi sono affacciato al mondo del vino in modo professionale, senza alcun interesse economico.

Ho deciso di aprire WineSommelier.it per dare la possibilità a tutti di imparare a rapportarsi con il vino, cercando di spiegare il mondo vitivinicolo in modo semplice.
In questa impresa non sono solo, diversi sono gli autori che quotidianamente dedicano parte del loro tempo per scrivere articoli.

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