Vino al Vino: il biodistretto vitivinicolo d’Europa

Lo scorso week end ci siamo recati in visita alla manifestazione Vino al Vino, alla sua 25° edizione, nella suggestiva cornice della Conca d’Oro.
Ben 22 viticoltori riuniti nella piazza principale di Panzano in Chianti (piccola frazione di Greve, in provincia di Firenze), uno dei distretti che vanta più del 90% di viticoltura Biologica del Chianti con un solo messaggio da voler promuovere: il concetto di territorialità, di terreno, tradizioni e rispetto. Non a caso il logo-simbolo di questa manifestazione è la stilizzazione di un grappolo d’uva con una sequenza di cerchi concentrici; quasi a voler sottolineare la circolarità della Bio-logia, come studio della vita della pianta (più in stretto). Rispetto del terreno, dei tempi e della spiritualità stessa del lavoro.
“Nata nel 1995, l’Unione Viticoltori di Panzano in Chianti ad oggi vanta 450 ettari vitati coltivati in agricoltura biologica dando vita al primo bio-distretto vitivinicolo d’Europa. Panzano diventa così uno dei migliori terrori d’Italia”.

Molti espositori, seguendo la declinazione di pensiero dell’intera manifestazione, hanno lasciato in mostra dei frammenti di Galestro, in larga misura e Alberese, tipici della Conca d’Oro che indubbiamene richiamavano l’attenzione dei più curiosi. Il Galestro è direttamente associato ad un terreno scheletrico, di origine sedimentaria marina, che per definizione s’intende tutta la componente grossolana del materiale che deriva dal disgregarsi di rocce, chimicamente un terreno ricco di argille calcareo-marnose; così costituito lo scheletro diventa rilevante e prevalente quando rappresenta oltre il 40% del volume del suolo.

Le stesse radici della vite possono arrivare fino a 8 metri in profondità per andare a ricercare sostanze nutritive e acqua. Si avrà così una produzione quantitativamente meno producente (la stessa pianta fatica a crescere ma al contempo diventa robusta e forte) ma un’uva molto più strutturata.

“La Conca D’oro ha tutte le caratteristiche forti del Sangiovese: ricchezza in polifenoli, con un tannino robusto, acidità e potenziale evolutivo” -ci spiega Irene Ragnini, Sommelier di una delle aziende presenti.

Caratteristica, quindi, la possibilità di toccare con mano queste due tipologie differenti di rocce, a cui aggiungerei un ulteriore particolare: il Galestro è estremamente friabile (si sgretola tra le mani anche con la minima pressione) ma ciò fa si che vengano rilasciate nel  terreno elementi minerali, differentemente dall’Albarese, più compatta a resistente.
La parola d’ordine delle degustazioni? Naturalmente Chianti Classico e Chianti Classico Riserva. Da disciplinare il Sangiovese usato in uvaggio non deve essere inferiore all’80%, tagliato con Colorino, Canaiolo,Merlot o Cabernet Sauvignon, e ammesse anche due varietà a bacca bianca come Malvasia o Trebbiano procanico. Se il Classico invecchia per regolamento almeno 11 mesi, la Riserva deve sostare  24 mesi, di cui 3 in bottiglia.
Vino al Vino ha però riservato attenzione anche ad una, relativamente nuova, espressione del dinamismo del Sangiovese: la sua versione rosata, seguendo il metodo della vinificazione in bianco con una macerazione sulle bucce variabile di qualche ora al fine di estrarne dal mosto sostanze coloranti e polifenoliche e conservarne in seguito l’acidità e la freschezza con un bouquet prevalentemente floreale e fruttato con note minerali.
Un Sangiovese in purezza che si mostra con colori quasi cangianti da un rossa tenue e timido (frutto di macerazioni più lunghe) sino a rosa più “compatto” che, poeticamente, ricorda i tramonti sul mare. Chiaramente al palato percettibile l’arroganza tannica del Sangiovese smorzata da un finale minerale e sapido. Il Rosato da Sangiovese diventa così una proposta vivace ed immediata in grado di incontrare le esigenze dei diversi palati degustatori.

Un’ultima nota esperienziale da aggiungere a questa manifestazione è sicuramente il numero (in proporzione) di visitatori stranieri (americani e tedeschi in larga misura) pervenuti appositamente per parteciparvi, data anche la fama di Panzano come località turistica ambita e accogliente

Bio Autore

Elena Di Vaia

Cresciuta sulle ginocchia del nonno tra le vendemmie.
Immersa alla scoperta del vino con il papà.
Sommelier Ais per forza di gravità.

"Si mens et corpus homini vino flagraret"- la mente e il corpo dell'uomo ardono per il vino, recitava Platone.
Da brava discepola laureata in Filosofia ma curiosa del mondo, passeggio tra l'Economia Civile ed un Master in Etica Economia e Management.

Hobby? Comunicare e scrivere.

Così vago tra ospiti e interviste nel mio format radiofonico RadioWineDesign dall'istituto Italiano di Design di Perugia.

Articolista Freelance, perchè se non chiacchiero di vino sento il bisogno di traslare le parole su carta. Il fenomeno che mi piace analizzare? La comunicazione su Instagram.

Hai mai sentito parlare del WinErasmus? Il progetto che porta il vino on the road ?!

Per sapere di più, un Simposio platonico è quello che ci vuole.

Il vino lo portiamo insieme.

Lascia un commento

X