Pizza Gourmet e Champagne: un perfetto abbinamento

Quando l’artigianalità, l’esperienza e la passione incontrano la volontà di poter sperimentare: è questa la sfida dei tre Sommelier Anna Chiara Baiocchi, Pietro Marchi e Daniele Marcucci nel reinventarsi, dividendosi tra lievitati e bollicine in un ristorante piccolo ma accogliente, con un design ricercato ma elegantemente minimal .

Il Meunier, Champagne e Pizza compie già due anni dalla sua apertura, con una filosofia produttiva che sposa appieno la lavorazione degli impasti che lievitano 52 ore circa, una percentuale altissima di idratazione e l’utilizzo della biga, un pre-impasto abbastanza asciutto composto da farina (quella forte), acqua e lievito madre. Ha la peculiarità di rendere finanche l’impasto finale molto digeribile; Meunier vanta una carta dei vini con circa 70 e più proposte, tra Champagne più ricercati a quelli di piccole ma grandi realtà, sino alla birra artigianale. Insomma, per incontrare i gusti degli ospiti.

Perché dico ospiti e non clienti? Semplicemente perché sin dal primo momento siamo stati accompagnati da Anna Chiara in questo vero e proprio percorso degustativo, un’esperienza attraverso i sensi, dalla piacevolezza visiva nel rendere la pizza armonica ed elegante nella sua composizione: si gioca tutto tra la tendenza dolce dell’impasto, le acidità dei pomodorini confit (ad esempio) e la grassezza di una burrata o del lardo. Ricercatezza di equilibri di sapori e colori. Come in una sinfonia di Bach. Come in un quadro di Picasso.
Abbiamo scelto, pertanto, di affidarci alla passionalità di Anna Chiara per la scelta delle pizze, che ci sono state portate con un ordine preciso e logico per la struttura stessa del piatto man mano crescendo.
Ingredienti ricercati, finemente studiati al fine di regalare all’ospite l’idea della ricchezza del nostro territorio e della nostra terra: Burrata pugliese a latte crudo, filetti di alici del Cantabrico, carne scelta e selezionata da Etrusco carni, ciauscolo di Visso lavorato tradizionalmente senza l’aggiunta di conservanti. Ad ogni morso, percettibile la croccantezza, la leggerezza, la friabilità e la fragranza dell’impasto, avvolgente con i suoi ingredienti variegati.
Di seguito le pizze proposte da Meunier per noi:

  • Cantabria: burrata cruda pugliese, filetti di alici del Cantabrico su letto di perlage di prezzemolo.
  • Baccalà: Fiordilatte di Agerola, pomodorino confit, cipolla rossa di Cannara e Baccalà.
  • Tagliata e Lardo: Vitellone etrusco, lardo di cinta senese, pomodorino confit, origano, pepe giallo.
  • Sibilla: pecorino dei monti Sibillini, Ciauscolo di Visso IGP, pepe rosso.
  • Arrogante: Gorgonzola DOP, soppressata, peperoni e fiordilatte di Agerola.

Chiaramente, in abbinamento uno Champagne Bollinger Brut Special Cuvèe, 60% Pinot Nero, 25%Chardonnay e 15% Pinot Meunier. Sapiente assemblaggio di uve vendemmiate con riserve invecchiate. Struttura ed eleganza sorreggono le diverse portate con maestria.
Nel calice dorato danzano le bollicine con un’elegante catenella, finissime e lunghissime.
Al naso spiccano note complesse ma ben delineate, sino a raggiungere l’assaggio pieno di una verticalità e con una bollicina cremosa, un finale sapido invitante.

Lo staff di Meunier è un team coeso e relazionale. Si muovono e pensano come in una sequenza di note: gli uni seguono gli altri con fiducia e propositività.
Lasciamo il ristorante con le pance piene e le papille gustative in festa.

Bio Autore

Elena Di Vaia

Cresciuta sulle ginocchia del nonno tra le vendemmie.
Immersa alla scoperta del vino con il papà.
Sommelier Ais per forza di gravità.

"Si mens et corpus homini vino flagraret"- la mente e il corpo dell'uomo ardono per il vino, recitava Platone.
Da brava discepola laureata in Filosofia ma curiosa del mondo, passeggio tra l'Economia Civile ed un Master in Etica Economia e Management.

Hobby? Comunicare e scrivere.

Così vago tra ospiti e interviste nel mio format radiofonico RadioWineDesign dall'istituto Italiano di Design di Perugia.

Articolista Freelance, perchè se non chiacchiero di vino sento il bisogno di traslare le parole su carta. Il fenomeno che mi piace analizzare? La comunicazione su Instagram.

Hai mai sentito parlare del WinErasmus? Il progetto che porta il vino on the road ?!

Per sapere di più, un Simposio platonico è quello che ci vuole.

Il vino lo portiamo insieme.

Lascia un commento

X