Mas Amiel: il vino lasciato sotto al sole per un anno, in damigiane scoperte

Nella Primavera del 2019 ho avuto l’occasione di partecipare ad una degustazione guidata di Mas Amiel, un’azienda la cui particolarità è quella di produrre un vino che rimane all’interno di damigiane scoperte, sotto al sole, per ben un anno, per poi passare in grandi botti di legno per 20, 30, 40, 50 anni ed anche più. Una pratica che, agli occhi di molti, parrebbe assurda, ma che alla fine permette invece di produrre un vino unico nel suo genere.

Ci troviamo nella zona vitivinicola del Roussillon, dove vengono prodotti i “Maury“, una denominazione d’Origine Contrôlée (AOC) per i vini liquorosi vin doux naturel (ovvero vini prodotti da  un mosto a cui viene aggiunto alcol da distillato di vino durante la fase di fermentazione. Tale pratica genera un incremento della gradazione alcolica e causa l’inibizione dell’azione dei lieviti) prodotti, per l’appunto, nella regione vinicola del Roussillon in Francia.
Quasi tutti i vini sono rossi, realizzati con almeno il 75% di Grenache noir (Garnacha).

Damigiane scoperte di Mas Amiel

Il metodo utilizzato da Domaine Mas Amiel, come avrete già intuito, è unico nel suo genere. Dopo la fermentazione all’interno di vasche di acciaio, all’inizio di Giugno il vino viene travasato in damigiane di vetro e poste all’aperto in un’area contenente mille damigiane da 60 litri. Qui, per un periodo di 12 mesi, il vino è sottoposto a raggi di sole ed alle temperature che un intero anno solare può dare. Ci troviamo su un terreno calcareo con ramificazioni di argilla.

La degustazione di Mas Amiel

La degustazione dei vini prodotti dalla Domaine Mas Amiel ha previsto come ultimo vino anche uno dei tanti famosi Maury, nel caso specifico un prodotto che ha subito un affinamento per ben 34 anni, ma di questo ne parleremo tra poco in dettaglio.

Vini nel bicchiere

  • Altair, 2015 – un vino bianco prodotto da Grenache Gris, Grenache Blanc, Macabeu in vigne di 60 anni che poggiano su un terreno calcareo-scistosa. Un vino che al naso ricorda subito una frutta frutta, in particolar modo di pera. Ritroviamo facilmente la cerra d’api, l’eucalipto, un nota di pepe grigio. Molto rinfrescante in bocca, con una leggera nota di sapidità. Bella persistenza. L’influenza dei Pirenei incide, facendo risultare il vino molto fresco, nonostante la zona calda in cui si trovano le vigne.
  • Vertigo, 2018 – da poco imbottigliato al momento della degustazione, risultava in vendita da Giugno/Luglio e questo lo si sente subito nei tannini, ancora molto grezzi. L’assenza dei sentori terziari ci fa capire la giovane età di questo vino, che comunque ha un’ottima base. Al naso i sentori richiamo il profumo di rosa e di piccole bacche rosse. In bocca è coerente con l’analisi olfattiva, ritrovando piccoli frutti rossi ancora in fase di maturazione, insieme alla netta freschezza. Evidente la mineralità (e qui, qualcuno, potrebbe risentirsi con questo termine, ndr), causata dal terreno carico di scisti.
    Si tratta di un vino da bere nell’arco di poco tempo, mi è quindi difficile potervi dare un’indicazione su quando potrebbe essere il momento migliore per aprire una bottiglia di questo tipo.

Damigiane Mas Amiel

  • Alt.433M, 2016 – come è facile intuire, il nome indica l’altitudine della vigna (Grenache Noir e Lladoner Pelut su terreno granitico) dal quale proviene questo vino. Caratteristica della collina è la presenza di venti molto forti, uniti dalla grande quantità di luce solare che colpisce le vigne. Un vino fresco, anche questo caratterizzato da note di rosa e fiori bianchi. Buona la freschezza in bocca, ma dalla persistenza minima.
  • Origine, 2016 – Stesso vitigni del secondo campione (Vertigo, 2018), ma in questo caso le viti hanno età differenti, le prime utilizzate per questo vino sono state piantate nel 1914 (altre sono del 1952 ed alcune più recenti). Vino molto denso e colore impenetrabile. Al naso rispecchia ciò che l’occhio ha appena osservato: sentori di more, prugna, amarena, con una leggera nota speziata di sottofondo. Tutti profumi molto intensi e ben distinguibili nel bevante. In bocca i tannini si fanno sentire, ma iniziano ad essere integrati. Un finale amaricante, che stranamente si trasforma in dolcezza. Il segreto è un leggero appassimento delle uve, che rende questo prodotto davvero eccellente. Chiude con una persistenza medio-lunga. Ricorda molto un Cabernet Sauvignon. Sarei curiosi di riprovarlo tra 6/10 anni.
    Per i più curiosi, l’assemblaggio è composto da Grenache centenario (1914), Carignan (1952), Syrah (recente).
  • Initial, 2015 – Nasce da una selezione di 17 parcelle delle vigne. Anche in questo caso il colore è impenetrabile e come nel caso precedente il naso è coerente con quanto possiamo osservare: sentori di prugna, more, amarene ed anche piccoli frutti rossi molto maturi. La complessità è evidente e sicuramente il merito è anche dato dalla botte. In bocca si sprigiona subito la sensazione di frutti neri, quelli che abbiamo ritrovato al naso, con un finale di vaniglia poco invadente, così come il tannino. Il discreto contenuto di glicerina permette al vino di sostenersi, così come la freschezza.
  • MA, 1980, 16°, 130 Euro – Siamo arrivati alla degustazione che tutti stavamo aspettando. 90 % Grenache noir – 5% maccabeu – 5% carignan. Affinamento di un anno in damigiane di vetro poste a all’esterno dell’azienda, seguito da 34 anni in botti di rovere da 350 hl. Questo allevamento particolarmente lungo, vera firma del Mas Amiel consente al vino di acquisire grande maturità da aromi. Il colore è ambrato, il liquido denso. Un naso estremamente complesso: fichi, datteri, cioccolato. Si nota una punta fresca che potrebbe ricordare la menta. In bocca il sapore è quello del caffè, del cioccolato in polvere, di noci. La salivazione sulla lingua ci suggerisce la presenza di molta acidità, motivo per cui il vino non risulta stucchevole e si lascia bere.

Bio Autore

Luca Mercatanti

Mi occupo di Web&Digital dal 2007, ma a partire dal 2016 mi sono affacciato al mondo del vino in modo professionale, senza alcun interesse economico.

Ho deciso di aprire WineSommelier.it per dare la possibilità a tutti di imparare a rapportarsi con il vino, cercando di spiegare il mondo vitivinicolo in modo semplice.
In questa impresa non sono solo, diversi sono gli autori che quotidianamente dedicano parte del loro tempo per scrivere articoli.

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