La storia di Terre Margaritelli e Pictoricius

Torniamo a parlare dell’azienda Terre Margaritelli, tre Bicchieri Gambero Rosso con il loro Pinturicchio Riserva 2016.
È il 1948 quando Fernando Margaritelli decide di lasciare tutto ai figli per dedicarsi alla terra, lasciando in gestione la Listone Giordano e chiedendo in cambio “un pezzo di terra e un trattore“.

Ci troviamo nella Denominazione Torgiano, fulcro della DOCG Torgiano Rosso Riserva del 1990, la prima in Umbria e nella frazione di Miralduolo, nel cuore della storia medievale del luogo.
L’azienda consta oggi di 60 ettari di cui 52 vitati, 12 etichette, tutte in coltivazione Biologica, abbracciando il concetto di sostenibilità sociale e ambientale e di preservare la terra nel tempo.
L’azienda porta avanti con forza un concetto molto importante, che abbraccia appieno sia la vision che la mission: parola d’ordine Sostenibilità ambientale, economica e sociale. Si crea così un vero e proprio rapporto con il territorio. Forte caratterizzazione che si traduce in vini molto personalizzati.

“Il vino è fatto d’uva, se l’uva è buona si fa“. Modo di dire? No di certo! Nel 2014 Terre Margaritelli decide di non vendemmiare il Sangiovese; parliamo di 10 ettari. Lavorano tanto con il rovere bianco a grana fine: bassa ossidazione e quindi stabilità, poco tannino del legno. Questo permette il pieno rispetto dell’uva che mantiene freschezza e varietale.
Terre Margaritelli è un’azienda vocata per le sperimentazioni, tanto che ogni anno produce qualcosa di completamente nuovo con l’etichetta provvisoria LAB.

Dati tecnici sull’azienda
60 ettari Bio, di cui 52 vitati a corpo unico sulla collina di Miralduolo.
Bacca Rossa: Sangiovese, Canajolo, Merlot, Cabernet Franc, Malbec.
Bacca Bianca: Grechetto, Fiano,Trebbiano, Chardonnay, Viogner , Pecorino
Densità: 4000/5000
Suolo:argilloso: vini molto colorati, alcolici, morbidi e longevi.
La Sperimentazione di Pictoricius
Focalizzando l’attenzione sul Pictoricius, parliamo di una produzione di circa 800 bottiglie numerate di questa etichetta.
Pictoricius e Freccia degli Scacchi: stessa vigna, stessi cloni, stesse barrique.  Due vini completamente diversi. Perché?
La denominazione è Torgiano Rosso Riserva DOCG (risalente al 1990): da disciplinare prevede un 70% minimo di Sangiovese. Terre Margaritelli, dalla prima annata di Freccia degli Scacchi, decidere di lavorare sul Sangiovese in purezza. Scelta dettata dalla volontà dell’azienda di poter capire e comprendere appieno le potenzialità del Sangiovese.

Come nasce Pictoricius?
Freccia degli Scacchi ha rappresentato per noi una doppia carta: quella della produzione e quella della sperimentazione; ovvero quanto potevamo “tirar fuori” dal Sangiovese nella nostra azienda”-spiega Federico Bibi,  aggiungendo: “nel 2015, assaggiando le vendemmie precedenti, abbiamo constatato che nei vini in affinamento  in barrique (sempre parlando del lotto di Freccia degli Scacchi) vi erano delle differenze sostanziali. Da qui l’idea di voler capire come poter evolvere questo prodotto partendo proprio dal Freccia degli Scacchi. Passaggio successivo è la sperimentazione che parte sempre dalla vigna: abbiamo così identificato una piccola porzione della nostra vigna di Sangiovese, potature corte, riducendo la produzione per ettaro, selezione delle gemme, selezione dei grappoli in fase pre-vendemmiale e vendemmiale, fino all’estrema scelta di andare a vendemmiare il grappolo più piccolo sul versante meglio esposto del vigneto”.
Legno: rovere bianco della foresta di Bertranges,con una stagionatura del legno prima della lavorazione. Pertanto, è un rovere con una stagionatura più lunga, una porosità e un rilascio diversi.

Piccolo Focus
Terre Margaritelli fa parte della famiglia Listone Giordano, azienda storica per la lavorazione del legno, che festeggia quest’anno i suoi 150 anni. Hanno finanche una piccola/media azienda in Borgogna, una segheria,aperta negli anni 60.

Da Pinturicchio a Pictoricius
Dicembre 2020 uscirà Pictoricius Riserva 2017 (annata molto calda, con mille attenzioni in vigna). Cambio di nome da Pinturicchio alla sua versione latina, per rimarcare ancora più profondamente la personalità e l’identità di questo vino.
Piccolo Focus: il nome deriva dall’artista rinascimentale umbro, Bernardino di Betto, conosciuto con il nome Pinturicchio.
In occasione dell’intervista, Federico mi propone, anzi mi regala una vera e propria esperienza, la degustazione della 2018 imbottigliata sul finire di luglio e che uscirà nel 2021. Chiaramente è un assaggio di una potenza inaudita, in un momento di squilibrio ma che fa comunque comprendere tutte le potenzialità di questo vino ma soprattutto le peculiarità del Sangiovese.

Opera del Pinturicchio conservata dalla Fondazione Listone GiordanoL’elemento che mi ha dato grandissimo entusiasmo è che lo squilibrio oggi non nel tannino o nell’alcol ma nell’acidità. Nonostante, infatti, i 15 gradi alcol, ciò che in questo momento prevale è la freschezza; ha questa acidità importante. Il che significa che questo vino ha una longevità assurda” – racconta Federico.
È con l’assaggio, verosimilmente, che si percepisce quanto detto da Federico. Si ha ancora un frutto rosso, nero, pieno, maturo, succoso ed una acidità che sferza al palato. Un tannino esuberante, carico.
Bottiglie serigrafata a mano con cera lacca.
“Sangiovese è un’uva molto generosa, tocca all’uomo comprendere le sue potenzialità
” –

Cercare l’identità del vino”, dalla lavorazione in vigna, in cantina, dal packaging.

L’uva è espressione dell’annata. Crescita stessa del produttore che ogni anno dovrà affrontare difficoltà diverse, prendere decisioni adatte al singolo caso, o meglio alla singola annata. Dall’acidità, all’alcol…insomma non si potrà mai avere un prodotto standardizzato di anno in anno.
2019 belle annate.  La 2019 abbastanza equilibrata ma grande concentrazione zuccherina e quindi grande alcolicità. Lo sforzo è stato proprio lo scegliere il momento adatto per vendemmiare, analizzando le due maturazioni fenolica e tecnologica, ricercando un frutto ricco ma fresco.
2020 per il momento una buona annata, ancora in corso d’opera.

Qui il link alla nostra intervista a Federico Bibi di Terre Margaritelli.

Bio Autore

Elena Di Vaia

Cresciuta sulle ginocchia del nonno tra le vendemmie.
Immersa alla scoperta del vino con il papà. Sommelier Ais per forza di gravità.
"Si mens et corpus homini vino flagraret"- la mente e il corpo dell'uomo ardono per il vino, recitava Platone. Da brava discepola laureata in Filosofia ma curiosa del mondo, passeggio tra l'Economia Civile ed un Master in Etica Economia e Management.
Hobby? Comunicare e scrivere.Così vago tra ospiti e interviste nel mio format radiofonico RadioWineDesign dall'istituto Italiano di Design di Perugia.
Articolista Freelance, perchè se non chiacchiero di vino sento il bisogno di traslare le parole su carta. Il fenomeno che mi piace analizzare? La comunicazione su Instagram.
Hai mai sentito parlare del WineErasmus? Il progetto che porta il vino on the road ?!
Collaboro sulla rivista "The Design Magazine" con la mia rubrica "Wine Design".
Per sapere di più, un Simposio platonico è quello che ci vuole.

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