Krug Clos du Mesnil 1982: esperienza sul ritrovamento e degustazione

Spesso mi diverto a fare uno “Svuota Cantine”, ovvero andare alla ricerca di quelle persone che si ritrovano con bottiglie di vino di cui non sanno cosa farci, magari perché astemie o semplicemente non interessate ad aprirle. Durante una di queste ricerche, sono incappato in un Krug Clos du Mesnil 1982. Il proprietario aveva conservato in modo maniacale la bottiglia negli anni, in quanto gli era stata regalata dopo aver lavorato per diversi anni in un ristorante di alto livello.

Non essendo minimamente interessato al prodotto, la bottiglia mi è stata ceduta ad una prezzo molto al di sotto del costo a cui è possibile trovarla online (le aste di questo prodotto, secondo Wine-Searcher, si chiudono intorno ai 2.000 Euro).
Ovviamente, per un simile prodotto, avevo bisogno dell’occasione adatta, che fortunatamente non è tardata a presentarsi. La conclusione di un importante contratto lavorativo, mi ha dato infatti il pretesto per stappare questo “missile” ( 😀 ), ma non prima di aver fatto le dovute fotografie, di cui ve ne riporto una qui sotto, mentre un’altra la potete osservare in testata al presente articolo.

Sto dando per scontato che tutti voi conosciate il prodotto, ma forse non è così. Facciamo quindi una rapida introduzione!
La rinomata Maison Krug possiede un appezzamento di terreno denominato Clos du Mesnil, nella  Côte de Blanc. Il vigneto è estremamente piccolo e per la precisione misura soli 1,84 ettari. La particolarità di questo appezzamento di terreno è quello di trovarsi nel centro del paese di Mesnil, protetto da un muro di cinta risalente al 1698, data che sembra essere anche quella della piantagione della vite, di cui però non si è così certi fosse, all’epoca, davvero Chardonnay, come lo è oggi. Poichè la vigna è circondata e protetta da un muro di pietre, questa zona prende per l’appunto il nome “Clos”.
La produzione di questo prodotto è limitatissima
e le bottiglie sono prenotate a vita natural durante da personaggi illustri e pochi eletti.

Degustazione Krug Clos du Mesnil 1982

E la degustazione? Com’è bere un Clos du Mesnil del 1982? Complicato. Impegnativo. Inizierei così.

Al naso note floreali (fiori bianchi, sambuco) e fruttate caratteristiche dello Chardonnay, con un bouquet di agrumi maturi. La bolla inizia ovviamente a sentire il peso degli anni passati (37), ma è ancora presente e super integrata con il liquido. Una bella sapidità e mineralità che persiste in bocca con il passare dei secondi. Immancabile, essendo uno Champagne di alto livello, i sentori marcati di crosta pane, pasticceria.
Può ancora andare avanti? Siamo arrivati al punto massimo? Forse poteva essere bevuto qualche anno prima, ma la degustazione ha dimostrato come questo prodotto non si spaventi con il passare degli anni. 

Vi lascio con l’ultima chicca, il testo trascritto della brochure allegata alla bottiglia:

Nel cuore della “Cote des Blancs”, nel celebre villaggio di Mesnil Sur Oger è racchiuso un vigneto storico e unico in Champagne: 1,87 ettari interamente chiusi da un muro fino dal 1698 e facente parte integrante del villaggio stesso.
Quest’ubicazione non ha soltanto l’interesse dell’eccezionalità: ma conferisce a questo vigneto di uve Chardonnay, piantato su un dolce declivio ed orientato a Sud-Est, delle condizioni di maturazione a dir poco uniche.
Tale posizione giustifica pertanto, in deroga alla regola fondamentale di Krug, dell’assemblaggio dei vini, che si possa contemplare, in alcune annate, l’eventualità di isolare questo raccolto e considerarlo come l’unico vino di una proprietà fine a se stessa.
Rimasto proprietà del Monastero benedettino di Mesnil fino al 1750, il Clos du Mesnil, la cui configurazione attuale è stata ratificata nel 1678 (come testimonia una lapide sul mura della chiusa) è stato acquistato da Krug nel 1971. Il vigneto era all’epoca assai vecchio e si rendeva necessario un programma di rinnovazione completo e progressivo, intervenendo a rotazione particella per particella.
È soltanto con il raccolto del 1979 che il Clos du Mesnil ha ritrovato la sua produzione normale ed equilibrata.
Sotto la direzione della famiglia Krug, i mosti hanno senz’altro beneficiato della “fermentazione Krug”, integralmente in piccoli fusti di rovere, che esprime e sviluppa così bene tutta la finezza e le particolarità del vitigno Chardonnay.
Così, il legame di una lunga storia con una posizione topografica unica e con i molteplici affinamenti apportati da Krug, oggi ci permette di presentare a tutti gli amanti dei grandi vini uno champagne d’eccezione, dal gusto molto personale, di razza e di grande fascino.
La produzione del Clos du Mesnil varia secondo le annate fra le 9000 e 17000 bottiglie, ciascuna datata e numerata e sono offerte in sottoscrizione fuori listino ai fedeli clienti della Maison Krug.

Bio Autore

Luca Mercatanti

Mi occupo di Web&Digital dal 2007, ma a partire dal 2016 mi sono affacciato al mondo del vino in modo professionale, senza alcun interesse economico.

Ho deciso di aprire WineSommelier.it per dare la possibilità a tutti di imparare a rapportarsi con il vino, cercando di spiegare il mondo vitivinicolo in modo semplice.
In questa impresa non sono solo, diversi sono gli autori che quotidianamente dedicano parte del loro tempo per scrivere articoli.

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