Diritto di tappo: cos’è e perché dovrebbe essere una prassi

Cos'è il diritto di tappo

Non si sente spesso parlare di “Diritto di tappo“, anche se negli ultimi anni è sempre più comune incontrare questo termine all’interno dei menù dei ristoranti. Ma cosa significa questo termine? Il diritto di tappo è la pratica di portare al ristorante una bottiglia di vino acquistata altrove, pagando al ristoratore una somma corrispondente al servizio, alla stappatura, al lavaggio di bicchieri e decanter (definizione da Wikipedia).

Si tratta di una prassi nemmeno troppo recente: pare infatti che tale espressione sia stata utilizzata per la prima voglia nel anni ’50 del secolo scorso ed in lingua inglese viene definita anche come BYOB (bring your own booze, “porta i tuoi alcolici”, o bring your own bottle, “porta la tua bottiglia”).
Il Diritto di tappo nasce in California, dove il ricarico delle bottiglie nel ristorante era di circa 3 volte il costo in enoteca e rapidamente si è diffuso negli Stati Uniti, per poi arrivare anche in Europa e dopodiché in tutto il mondo.

Anche se tale prassi sta prendendo sempre più piede, molti sono ancora i ristoratori che si rifiutano di accettare bottiglie portate dall’esterno del locale ed anzi, mi capita sempre più spesso di leggere sul sito Web di un determinato locale (o sul menù) che il diritto di tappo non concesso all’interno della struttura.
Dal mio punto di vista, ritengo invece che il diritto di tappo debba diventare una possibilità data da tutti i ristoranti, i quali, potrebbero soltanto guadagnare da tale servizio offerto al cliente. Spesso e volentieri, infatti, ci si può ritrovare con bottiglie di altissimo valore che rimangono in cantina (o nella propria cantinetta) perché non vogliamo che vengano sprecate con i semplici piatti che siamo in grado di cucinare all’interno della nostra abitazione. In questo caso, il miglior modo per stappare la fatidica bottiglia è quella di portarla in un ristorante in cui il diritto di tappo è concesso.
Ecco che quindi le pietanze preparate da un professionista ben si uniranno al prezioso liquido da noi portato, senza dimenticarci, ovviamente, del costo che tale servizio avrà sul conto finale.

Pensando più in grande (ma nemmeno troppo), dobbiamo immaginarci anche delle situazioni in cui si abbia piacere di degustare una verticale di vino che ci siamo costruita negli anni, attività che generalmente non può che essere fatta in compagnia di altre persone (anche se, probabilmente, molti sarebbero in grado di scolarsi una verticale di Masseto anche da soli 🙂 ), motivo per cui una semplice abitazione non risulterebbe consona a tale attività.

Per quale motivo ho affermato, poche righe sopra, che il ristoratore non potrebbe altro che guadagnare da tale prassi? Certamente, il guadagno non sarebbe derivante dal ricarico applicato al diritto di tappo, il quale è mediamente di 4 – 7 Euro per persona in Italia e tra i 15 e 25 Dollari negli Stati Uniti (considerando comunque una tavolata di 10/15 persone, il guadagno finale non è da sottostimare), ma piuttosto dal fatto di potersi costruire una clientela dedita a questa prassi.

Personalmente, ho avuto il piacere di trascorrere delle fantastiche serate grazie al diritto di tappo applicato in molti ristoranti, generalmente accordandomi con il ristoratore, il quale ha tutto l’interesse a far valere anche le proprie condizioni.
Negare il diritto di tappo, insomma, lo trovo un atto di prepotenza e di limitatezza imprenditoriale, in quanto si deve avere non soltanto l’umiltà di conoscere i limiti della propria carta dei vini (per di più, in quanto non credo che il diritto di tappo venga richiesto per questo motivo), quanto più cercare di accontentare il cliente prima ancora dell’aspetto economico, certi che questo non potrà far altro che giovare nel tempo, valore assai superiore di un “anonimo” ricarico su una singola bottiglia in una singola cena.

Bio Autore

Luca Mercatanti

Mi occupo di Web&Digital dal 2007, ma a partire dal 2016 mi sono affacciato al mondo del vino in modo professionale, senza alcun interesse economico.

Ho deciso di aprire WineSommelier.it per dare la possibilità a tutti di imparare a rapportarsi con il vino, cercando di spiegare il mondo vitivinicolo in modo semplice.
In questa impresa non sono solo, diversi sono gli autori che quotidianamente dedicano parte del loro tempo per scrivere articoli.

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