Degustazione di Champagne RM

Oggi vi parlo di una di quelle serate che difficilmente potrò dimenticare. A inizio dicembre sono stata ospite della degustazione di Champagne RM organizzata e orchestrata da Andrea Cappelli,alias Detective Mills Wine, in una location suggestiva immersa nel verde e con 35 partecipanti entusiasti e curiosi di esplorare o approfondire il mondo dei Recoltant Manipulant.
Prima d’inoltrarci nella vera e propria degustazione, vorrei fare un piccolo excursus sulla persona di Andrea con focus particolare sulla sua Associazione Culturale. Questo, a mio avviso, sarà di ausilio per contestualizzare scelte e modus operandi di chi oggi sceglie di “coltivare”  la terra prospera del vino, non solo a livello digitale ma anche relazionale con un forte accento sulla comunicazione.
Andrea Cappelli nasce nel 1982,” Un’ottima annata” (a Good Year) per citare il film di Ridley Scott, definendosi un
“Toscano DOCG ad honorem direi: abito nel Chianti Classico (DOCG) a pochi km da San Gimignano (Vernaccia DOCG), da babbo di vicino Montalcino (Brunello DOCG) e mamma di Scansano (Morellino DOCG)“.
Difficilmente si potrebbe pensare Andrea lontano da questa realtà. Crescere in un clima, quasi involontario ma a contatto diretto, in un ambiente di Signor Vini, di storia, tradizione e di cultura, così come i sommi versi del poeta del Dolce Stil Novo cantava:

E perché meno ammiri la parola,
guarda il calor del sole che si fa vino,
giunto a l’omor che de la vite cola.

Dante Alighieri, La Commedia – Purgatorio (Canto XXV)

Avvalora ancor più fortemente quello che è stato il percorso di crescita professionale di Andrea.
Scarta il suo primo livello sotto l’albero di Natale di qualche anno fa, si avvicina all’Associazione Fisar, delegazione Siena-Valdesa;segue con dedizione e costanza il percorso di studi e un anno e mezzo  dopo si Diploma.
Da qui ha inizio tutto quello che ruota intorno alla volontà di comunicare gli assaggi, le degustazioni, le visite attraverso la comunicazione digitale che sia vera, sentita e appassionata. Così come affermava H.Bergson “La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima”.
La scrittura diventa così il mezzo per Andrea per raccontare. Ed è un iter che va crescendo: prima Vivino, poi Instragram e Facebook ed infine (ma non come punto di arrivo ma come partenza) il Blog: “per la necessità di trovare più spazio e riuscire a condividere meglio le mie opinioni sulle mie bevute e soprattutto sulle visite ed esperienze nel mondo del vino. Il blog è attualmente in fase di miglioramento”-aggiunge.
Il 26 marzo 19 nasce il Brand Detective Mills Wine Tasting. La domanda, ai più curiosi, sorge spontanea sull’origine di un nome tanto particolare, quanto pregno di significato e al tempo stesso originale rispetto ai classicheggianti nomi/brand legati al mondo-vino.
” Mills non è altro che il detective interpretato da Brad Pitt nel film Seven, il mio film preferito. L’idea di associarlo al brand è stata una conseguenza: un detective alla scoperta di nuovi vini”- spiega  .
In questa avventura Andrea però non è solo; è affiancato e spalleggiato da Alessandro Semprucci, amico e  imprenditore nel settore food & beverage, proprietario di un Wine Bar a Staggia Senese, in Valdesa.
In termini economici-aziendali (perdonate il passaggio dalla poesia all’economia) la Mission dell’Associazione Culturale di Andrea e Alessandro è quella di poter organizzare e condividere eventi e degustazioni, farlo in modo diretto, chiaro, lontana da tecnicismi settoriali e più vicina alla condivisione, alla scoperta, alla didatticità e alla relazione tra sommelier, appassionati, esperti del settore e professionisti
Nota: Andrea è un Bancario da 12 anni ma si dedica all’Associazione con impegno e dedizione. Questo per sottolineare, a mio avviso, l’apertura mentale e la varietà di figure all’interno di un’associazione di settore che sceglie di autodefinirsi Culturale. Scelta che apprezzo enormemente: cultura, infatti, deriva dal latino colere, far crescere, coltivare. Portata valoriale impattante.
” Cerchiamo sempre di abbinare piatti territoriali e casalinghi grazie all’aiuto delle nostre famiglie. La location principale è Villa Montelonti, immobile storico la cui proprietà è riconducibile alla famiglia Ricasoli di Brolio e che il mio socio Alessandro mette a disposizione per i nostri eventi. Si trova a Poggibonsi in posizione dominante e circondata dai vigneti chiantigiani. Riusciamo a mettere a sedere circa 35 persone. Oltre alla degustazioni organizziamo anche visite alla cantine dove cerchiamo sempre di abbinare un bel pranzo conviviale”- racconta, forse un po’ commosso, Andrea.
La Vision è, naturalmente, riuscire ad accrescere e ad incrementare la partecipazione, su larga scala, ma sempre con il fine ultimo della condivisione.

Fatta questa doverosa divagazione sul bagaglio culturale ed esperienziale di Andrea, posso dedicarmi alla serata presa in esame sin da principio.
Degustazione Champagne RM,  in collaborazione con Claudio Corrieri, uno dei fondatori di ” Le Bollicine”  e che si occupa dell’import di Champagne da ormai  diverso tempo, è stata una serata  improntata sull’importanza e sulla qualità degli Champagne dei Recoltant Manipulant. 
Dati alla mano: nella Champagne ci sono 34 mila ettari, per un numero di 330 milioni di bottiglie; dei quasi 16 mila vignerons, ben l’80% dei contadini produttori di uve vende il raccolto alle grandi Maison (ben 349), una percentuale alle cooperative e la restante e piccola fetta di % di uva viene lavorata da quegli stessi contadini. Ecco l’origine degli Champagne RM. Un piccolo mercato, una nicchia di interessanti della tipologia per risultati davvero sorprendenti.
Andrea in prima battuta procede con una breve ma importante introduzione sul territorio della Champagne, con le sue peculiarità climatiche (dalle diverse influenze, continentale, settentrionali e oceaniche), di composizione di terreno e di latitudine settentrionale. Dall’origine del terreno sedimentario risalente al Cretaceo, Giurassico e Triassico.
La Champagne si rivela un vero e proprio quadro variopinto di diversità di composizione del terreno:dal gesso, importantissimo e largamente diffuso, all’argilla, limo e marne. Si procede con le zone della Champagne per poi terminare con un riepilogo sui tre vitigni protagonisti dello Champagne, Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier, e sull’importanza della lettura dell’etichetta come carta identificativa.

Si passa il testimone della serata a Claudio Corrieri che presenterà i 6 Champagne RM selezionati e pensati ad hoc.
In particolare in degustazione, in ordine di servizio:

  • Paul Lebrun (Cramant Gran Cru) Grande Reserve Brut
    100 % Chardonnay
    6/2019
    Zona:Cramant, Gran Cru della Cotes des Blancs
    30 mesi sui lieviti; 9 g/l zucchero; solo accaiao; malolattica svolta.
    Uno Champagne che si esprime con note fortemente agrumate, che ricordano zest, lime, la sensazione piccante dello zenzero con richiami di biancospino e fiore d’acacia. Tanta acidità e una bollicina che solletica il palato.
  • Sebastien Daviaux (Chouilly Grand Cru- Cote des Blancs) Extra Brut Blanc de Blancs G.C 2013
    100% Chardonnay
    2019- 4000 bottiglie all’anno
    Zona:80% Chouilly e 20% Cramant
    5 anni sui lieviti; malolattica svolta; 50% solo acciaio e 50% Vin de Reserve con breve passaggio in legno. Utilizzo di zucchero di canna.Si distingue nel calice una gestione dei lieviti più studiata:si ha così una bolla più cremosa, rotonda. Uno Champagne che ha più spalla, più struttura. Il naso è interessante con le sue sfumature dall’agrume, al tropicale fino a note officinali e sentori di pasticceria. In bocca si allarga sempre più; verticale con un finale sapido.
  • Barbier -Louvet (Tauxiéres 1er Cru) Cuvée Prestige Grand Cru
    60% Pinot Noir 40%Chardonnay
    Zona: Montagne de Reims
    42 mesi sui lieviti, solo acciaio, 40%Vins de Réserve delle annate 2015, 2014 e 2013, malolattica svolta, 8 g/l zucchero.
    Entrano in gioco l’eleganza dello Chardonnay e la potenza del Pinot Noir delle zone più calde.
    Note di frutta rossa si fondono con la sensazione acitrina con eleganti sensazioni minerali e gessose.
  • Waris-Hubert (Avize Gran Cru) Blanc de Noirs Armorial Brut
    100% Pinot Noir
    7/5/19
    Zona: Avize Gran Cru Cote des Blancs
    36 mesi sui lieviti; 30% Vin de Reserve, solo acciaio, malottica svolta.
    Un Pinot Noir che indubbiamente necessita di più tempo per potersi pienamente esprimere Si rivela così accattivante con note di frutta fresca ancora croccante e dal carattere aspro, piccoli fiori ed erbe aromatiche.
  • Francois Chaumont (Puisieulx Grand Cru) Blanc de Noirs Brut Puisieulx Grand Cru
    100% Pinot Noir
    Zona: Montagne de Reims (5 ettari)
    36 mesi sui lieviti; 8 g/l zucchero; malolattica svolta e 20% di Vin de Reserve, solo acciaio.
    Uno Champagne elegante dal naso netto e pulito con richiami alla susina, prugna ,il ribes e ancora il ginepro ed erbe aromatiche. In bocca è avvolgente e sapido, con un tannino lievemente tattile e un finale che richiama la croccantezza della mela
    Anche qui uno Champagne giovane ma con alle spalle un enorme potenziale evolutivo.
  • Delouvin-Nowack (Vandières-Vallèe de la Marne) Sauvage Pasdosè
    100% Pinot Meunier
    Zona: Vallée de la Marne
    Malolattica non svolta; 40 mesi e oltre sui lieviti;
    Al naso si apre con delicate sfumature floreali che ricordano la camomilla e la rosa gialla, il frutto si declina tra richiami di papaya e acidità finendo con una scia mentolata e di lieviti.
    In bocca abbiamo la struttura voluminosa dell’uva nera che però non perde mai la sua eleganza.

Termina qui l’esperienza nel mondo degli Champagne RM. Un’occasione di scambio, di entusiasmi condivisi e di sapienza e conoscenza elargita con dinamicità e grande preparazione.
Ringrazio ancora Andrea e Claudio per questa meravigliosa serata all’insegna dello Champagne.

Bio Autore

Elena Di Vaia

Cresciuta sulle ginocchia del nonno tra le vendemmie.
Immersa alla scoperta del vino con il papà. Sommelier Ais per forza di gravità.
"Si mens et corpus homini vino flagraret"- la mente e il corpo dell'uomo ardono per il vino, recitava Platone. Da brava discepola laureata in Filosofia ma curiosa del mondo, passeggio tra l'Economia Civile ed un Master in Etica Economia e Management.
Hobby? Comunicare e scrivere.Così vago tra ospiti e interviste nel mio format radiofonico RadioWineDesign dall'istituto Italiano di Design di Perugia.
Articolista Freelance, perchè se non chiacchiero di vino sento il bisogno di traslare le parole su carta. Il fenomeno che mi piace analizzare? La comunicazione su Instagram.
Hai mai sentito parlare del WineErasmus? Il progetto che porta il vino on the road ?!
Collaboro sulla rivista "The Design Magazine" con la mia rubrica "Wine Design".
Per sapere di più, un Simposio platonico è quello che ci vuole.

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