BlindBloggerTasting: quando il vino diventa condivisione

Nel Settembre 2018 il format Digitale #BlindBloggertasting vede il realizzarsi della sua prima edizione, attraverso il social Network Instagram, curata nei minimi particolari dai suoi ideatori, Francesco Bonomi, Sommelier Ais (delegazione Brescia) e organizzatore di eventi dedicati al vino e Fabio Gobbi, Sommelier ed enotecario di Enoteca Lavigna, con l’intento e il desiderio di potersi confrontare offline con il mondo social e la cultura vitivinicola. Successivamente entra a far parte del Team per tre edizioni Thomas Taddei, wine blogger e divulgatore (anche se poi Thomas ha intrapreso una strada diversa da quella del  Blind).
La modalità dell’evento prevedere il riunirsi di 15 partecipanti appassionati di vino, da tutta l’Italia, accolti in una cantina della regione ospitante al fine di poter condividere eno-zioni, ognuno con la sua peculiarità e caratteristica.
L’evento si struttura e si snoda tutto in un week-end. Primo step, dopo essersi riuniti, è la visita in cantina con la degustazione dei vini locali. La cena poi diventa un vero e proprio simposio con i vini categoricamente degustati alla cieca al fine di poter creare curiosità ma soprattutto un momento didattico di crescita: difatti ogni partecipante porterà con sé una bottiglia che sia rappresentativa della sua regione di provenienza ma anche specchio della sua personalità.

“La bottiglia che ognuno porterà verrà divisa con tutti gli altri durante la serata. Vivremo un momento di condivisione, crescita e confronto” – ci spiegano gli organizzatori.

Aperto a tutti e gratuito, dopo una selezione portata avanti sul social network Instragram, il fine ultimo di questa esperienza è la conoscenza condivisa.

“Il tema della degustazione sarà l’approfondimento dei vitigni autoctoni. Un flusso di pensieri e scambi sui social che porta sempre più persone ad incuriosirsi e poi ad approfondire l’argomento, aumentando di conseguenza i consumatori di questa fetta di mercato”-aggiunge Francesco.

Con la sesta edizione, il #BlindBloggerTasting  rende protagonista la cantina Enotria Tellus (Treviso) in Veneto; di seguito riporteremo anche l’esperienza di una delle partecipanti di questa wine -experience con un’intervista a Elena Di Ciolo.
Alla sua quinta edizione, il #BlindBloggerTasting fa ritorno invece  in Umbria, evento organizzato in questione regione già nel dicembre 2018, presso cantina Broccatelli Galli (Montefalco) per consolidare il rapporto vino e comunicazione digitale. La location che si è resa teatro di questa esperienza è quella di Eraldo Dentici, locata a Montefalco, in provincia di Perugia. Per questa edizione Alessandro Ingrosso, WineBlogger e in arte TanninTime, è stato co-organizzatore come rappresentante della regione.
Ripercorrendo l’eno-viaggio lungo lo stivale vitivinicolo italiano, le altre regioni con le rispettive cantine che hanno reso possibile l’accumunarsi di questa esperienza sono state il Veneto con la cantina  Ederle  (Verona) e cantina Ornella Bellia (Venezia) ed Enotria Tellus (Treviso), la Toscana con Tenuta di Capazzana (Prato) e le aziende dell’Umbria Broccatelli Galli e Eraldo Dentici.
Con questa wine-expercience, ogni regione che si propone di partecipare come azienda ospitante sceglie di rendersi portavoce della sua lunga tradizione enologica.
Procediamo con  l’intervista fatta ad  Elena Di Ciolo, una delle partecipanti del #Blindbloggertasting della sesta edizione:

Come sei venuta a conoscenza di questo formart e come mai hai  successivamente deciso di parteciparvi?
Sono venuta a conoscenza dell’evento per caso, scorrendo le storie di Francesco e mi sono
detta: “15 ragazzi che si trovano da tutta Italia per una passione comune, devo provare assolutamente!”. È stata una decisione di pancia, non sapevo niente delle dinamiche del BBT, ma solo l’idea è stata sufficiente ad entusiasmarmi.

Reputi la modalità di selezione facile, equa e corretta?
Si, credo che la possibilità di essere votati da un pubblico digitale, per un contenuto da noi creato, sia un ottimo modo per accedere all’evento. Il posto lo guadagna chi ha valore da aggiungere al gruppo, contenuti da apportare, la voglia di mettersi in gioco, ed inoltre il gruppo che si crea successivamente incorpora personalità differenti, riuscendo a coesistere, confrontarsi ed integrarsi, creando una sinergia  che si esalta  solo quando si mischiano i contrasti.

Ti ha entusiasmato esplorare una regione importante per la realtà vitivinicola come il Veneto?
Mi ha fatto decisamente piacere, soprattutto dato che la località scelta era zona vocata per la produzione di prosecco: prodotto spesso bistrattato e che si stenta a  indagare con occhio (positivamente) critico. In questo modo ho potuto approfondire le mie conoscenze a proposito della bollicina italiana più conosciuta e bevuta al mondo, rivalutandola enormemente.

Hai rappresentato la Toscana, quale vino hai scelto?La mia scelta è ricaduta su un vitigno allevato sui colli vicino a casa mia: Il Vermentino Nero di Terre Apuane. Si tratta di un vitigno riscoperto di recente, originario delle colline della fascia costiera dell’alta Toscana .Per le caratteristiche ampelografiche della foglia questo era stato ricondotto al Vermentino bianco, ma recenti studi negano ci sia una similitudine fra i due, riconoscendo piuttosto una vicinanza maggiore (da un punto di vista genetico) ad un clone di Pinot Nero.

Quali sono state le tue emozioni, le tue impressioni e  il tuo feedback generale sull’evento in se, sull’organizzazione di Francesco e Fabio e sull’azienda ospitante?
Un evento denso di emozioni che veramente sa lasciare un segno e la voglia di parteciparvi di nuovo.
Anisa e Fabio sono stati due degni padroni di casa, facendoci entrare non solo nella loro cantina, Enotria Tellus, ma soprattutto nella loro ottica, nel loro percorso. Ci hanno reso partecipi e attivi durante tutta la visita, condividendo con noi la loro storia personale, ma anche quella del loro territorio, degli usi e dei costumi, della tradizione vinicola.
Francesco e Fabio riescono a superarsi ogni volta, gestendo  48 ore di evento, cantine, spostamenti, mettendo d’accordo 15 teste, 15 personalità ed espressioni diverse del panorama enologico italiano; senza considerare che fanno tutto ciò mantenendo un clima veramente rilassato, familiare.

Il #BlindBloggertasting si prepara alla sua settima edizione. Quale regione farà da cornice  questa volta all’evento? In un clima di relazioni in cui la parola d’ordine è “comunità di eno-lovers” che, distaccandosi dal mondo digitale, scelgono d’incontrarsi creando una vera e propria rete di scambi informativa.
Il consumatore, appassionato o non, diventa il fine comunicativo con la quale scegliere di scambiare conoscenza incrementando la consapevolezza di questo mondo. L’era digitale diventa, pertanto, luogo fertile per un’etica comunicativa, atta a creare valore e condivisione.

Ringraziamo per le interviste rilasciate  Elena Di Ciolo, Francesco Bonomi e Fabio Gobbi

Bio Autore

Elena Di Vaia

Cresciuta sulle ginocchia del nonno tra le vendemmie.
Immersa alla scoperta del vino con il papà. Sommelier Ais per forza di gravità.
"Si mens et corpus homini vino flagraret"- la mente e il corpo dell'uomo ardono per il vino, recitava Platone. Da brava discepola laureata in Filosofia ma curiosa del mondo, passeggio tra l'Economia Civile ed un Master in Etica Economia e Management.
Hobby? Comunicare e scrivere.Così vago tra ospiti e interviste nel mio format radiofonico RadioWineDesign dall'istituto Italiano di Design di Perugia.
Articolista Freelance, perchè se non chiacchiero di vino sento il bisogno di traslare le parole su carta. Il fenomeno che mi piace analizzare? La comunicazione su Instagram.
Hai mai sentito parlare del WineErasmus? Il progetto che porta il vino on the road ?!
Collaboro sulla rivista "The Design Magazine" con la mia rubrica "Wine Design".
Per sapere di più, un Simposio platonico è quello che ci vuole.

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